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IL MUSEO DEL TESSUTO

Sezione per
L'ARTE DEL TESSUTO

LA TESSITURA TRA MEMORIA E TRADIZIONE
Seguendo un piano progettuale che e' quello di "inventare la tradizione", le abili mani delle artigiane locali hanno realizzato per il Museo del Tessuto 30 arazzi, risultato dell'innovazione progettuale di Piero Zedde a conclusione di una ricerca che ripercorre due secoli della tradizione isilese, attraverso il confronto di analogie e differenze con tutta la produzione sarda di copricassa, bisacce e copriletto, riprendendo la simbologia tradizionale del luogo ma con l'impiego, oltre che di lana sarda, cotone e lino, di materiali innovativi rispetto al passato, come ai fili di rame, d'oro e d'argento, canapa e altro ancora..


Veduta del corridoio del Museo del Tessuto

La lana utilizzata era ed e', ovviamente, quella di pecora in quanto l'allevamento ovino ha rappresentato per secoli una delle principali risorse dell'economia sarda. Dopo la tosatura, la lana veniva pesata, lavata e cardata, ossia pettinata, in modo da separare le fibre piu' corte che servivano per fare capi d'abbigliamento comuni, da quelle piu' lunghe, usate per realizzare capi piu' pregiati.
Con immagini e manufatti il Museo descrive anche le fasi preliminari alla tessitura. La filatura si eseguiva manualmente con l'uso della canocchia e del fuso. Essa consisteva nel tirare e torcere con le dita inumidite una piccola quantita' di lana trasformandola in filo; il filato cosi' ottenuto veniva avvolto al fuso. Il filato piu' sottile si utilizzava per i manufatti di maggior pregio. Oltre alla lana sarda si utilizzavano il lino, largamente coltivato in Sardegna fin dall'antichita', la canapa, in quantita' piu' modesta, il cotone, essenzialmente di importazione, la seta e il bisso.


Alcuni tappeti tipici della tradizione isilese.

La colorazione della lana avveniva attraverso l'impiego delle erbe naturali. Ad Isili si ha la prevalenza del nero e dei colori tenui.
I colori naturali risultano molto piu' resistenti di quelli sintetici. Alcune piante utilizzate erano: lo zafferano, il melograno, il noce, il castagno, la vite, la quercia.
Il telaio utilizzato ad Isili, e' quello orizzontale, mentre in alcune zone dell'Isola, come Sarule, Bitto, Desulo, Gadoni, si utilizza quello verticale. La tecnica piu' utilizzata ad Isili e' quella "a unu denti", dove in ciascun dente del pettine della cassa battente viene fatto passare un solo filo di ordito. Inoltre, particolarita' delle tessitrici isilesi e' quella di lavorare sul rovescio dell'arazzo, si puo' vedere la parte diritta solo quando il lavoro e' giunto a conclusione.
I motivi decorativi sono: geometrici, antropomorfi, fitomorfi, ispirati al mondo magico, di derivazione araldica e spesso anche bizantina.

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